Ancora tempesta

Il tempo è ancora così, cupo, gelido, ma al tempo stesso elettrizzante. Sono davanti al mio computer, la colonna sonora de La casa Russia addolcisce l'atmosfera e la rende carica di lussuria, di un desiderio nostalgico e indefinibile. Ogni tanto alzo gli occhi verso la finestra che ho di fronte e vedo, o immagino di vedere, nel mondo di fuori, che stasera sembra proprio un "loco d'ogne luce muto", il vento che infuria e trascina tutto con sé. Come nell'illustrazione di Doré che raffigura i lussuriosi del II cerchio infernale.
E come li stornei ne portan l'ali
nel freddo tempo a schiera larga e piena,
così quel fiato li spiriti mali
di qua, di là, di giù, di su li mena;
nulla speranza li conforta mai,
non che di posa, ma di minor pena.
(Inferno, canto V, vv. 40-45)
Come storni, uccelli neri picchiettati di bianco, che viaggiano nell'aria in grossi stormi (la paronomasia è involontaria), la tempesta fa turbinare vorticosamente queste anime, senza conceder loro speranza di riposo o almeno di minor tormento. Sì, perché (vv.31-36)...
la bufera infernal che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina:
voltando e percotendo li molesta.
Quando giungon davanti alla ruina,
quivi le strida, il compianto, il lamento;
bestemmian quivi la virtù divina.
Non è chiaro cosa intenda Dante per "ruina", se alluda al centro del vortice, dove più acuta si fa la sofferenza dei dannati, che sono indotti perciò a bestemmiare o, al contrario, al punto in cui il furore del vento si placa e le anime possono emettere qualche parola comprensibile. Potrebbe anche trattarsi (ma l'interpretazione è più macchinosa) di una delle fenditure della roccia (uno spiffero dunque?) causate dal terremoto che ha scosso l'Inferno al momento della morte di Cristo. E' attraverso questi passaggi che le anime (e forse anche Virgilio e Dante) passano da un cerchio all'altro per fermarsi alla dimora assegnata loro dal giudice infernale Minosse. E forse per questo le anime, passando lì accanto, bestemmiano: perché ricordano il momento del giudizio divino che ha decretato per loro la dannazione eterna.
Non so...so solo che, da ora, ogni volta che sentirò il fischiare del vento, mi sembrerà di udire le anime dei lussuriosi che si lamentano della loro sorte...
